Percorrendo
la ‘Via della Croce’, veniamo folgorati
da due certezze: la certezza del potere
devastante del peccato e
la certezza del potere sanante
dell’Amore di Dio.
Gesù, entrando dentro questa
storia devastata dal peccato, si è
lasciato aggredire dal peso e dalla
violenza delle nostre colpe: per questo
motivo guardando Gesù si percepisce
chiaramente quanto sia devastante
il peccato e quanto sia malata la
famiglia umana: cioè, noi!
Tu ed io!
Però – ecco la seconda certezza!
– Gesù ha reagito al nostro
orgoglio con l’umiltà; ha reagito
alla nostra violenza con la mitezza;
ha reagito al nostro odio con l’Amore
che perdona: la Croce è la
vicenda attraverso la quale l’Amore
di Dio entra nella nostra storia,
si fa vicino a ciascuno di noi e diventa
esperienza che risana e salva.
Fu crocifisso per noi! Gesù,
morendo, si è immerso nell’esperienza
drammatica della morte così
come è stata costruita dai
nostri peccati; ma, morendo, Gesù
ha riempito di Amore il morire e quindi
l’ha riempito di presenza di Dio:
con la morte di Cristo, allora, la
morte è vinta, perché
Cristo ha riempito la morte esattamente
della forza opposta al peccato che
l’ha generata: Gesù l’ha riempita
di Amore!
Percorrendo la ‘Via della Croce’,
làsciati prendere per mano
da Maria: chiediLe una briciola della
sua umiltà e della sua docilità,
affinché l’Amore di Cristo
Crocifisso entri dentro di te e ricostruisca
il tuo cuore sulla misura del Cuore
di Dio.
Buon
cammino!
(Mons.
Angelo Comastri)