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S.PAOLO DELLA CROCE
TI DICE

 

 

 

la citta' di paliano


Provincia di Frosinone.
Abitanti: 7.793 (31/12/00).
Superficie: 70,12 Kmq.
Altitudine: 476 mt.
Festa Patronale: Sant'Andrea Apostolo, il 30 novembre.
Frazioni e località: Santa Maria Pugliano, San Procolo, Cimate, Terrignano, Mole, Poggio Romano.
Comuni limitrofi: Colleferro, Anagni, Gavignano, Genazzano, Olevano Romano, Piglio, Serrone, Segni.
Distanza dal Capoluogo: 37 Km.
Distanza dalla Capitale: 55 Km.
Autostrada
: A1 Casello di Colleferro.
Collegamento ferroviario: Stazione Colleferro-Segni-Paliano

 

Principali manifestazioni religiose


Settimana Santa : Via Crucis,

Corpus Domini : Infiorata.

Festa dell'Assunta
: 15 e 16 agosto, corteo storico e palio.

Festa patronale : dedicata a Sant'Andrea, si celebra il 30 novembre con manifestazioni religiose e rievocazione dell'antica fiera .

Natale : presepe vivente nelle vie del centro storico, manifestazioni teatrali, musicali e spettacoli a tema.

 

COME ARRIVARE a paliano e al convento


 

Via Treno

Treno Roma-Napoli via Cassino - fermata Colleferro. Autobus CO.TRA.L. per Paliano.

Via Autostrada

Da Roma: A1 (Milano-Napoli) uscita Colleferro. S.S. "Palianese" direzione Paliano.

Da Napoli: A1 (Napoli-Milano) uscita Anagni. S.S. 6 Casilina direzione Roma - bivio per Paliano.

Info: Municipio tel. 0775.577240


la diocesi di palestrina

http://www.diocesipalestrina.it/

 

 

paliano e la sua storia

Oppido prenestino?

Oggi, Santa Maria di Pugliano, è una frazione popolosa, attestata sui colli che del centro cittadino di Paliano sidirigono a sud-ovest, verso la via consolare Casilina e l'Autostrada del Sole, nella Valle del Sacco. In vetta ad uno di questi colli - un tempo coperti da folti boschi ed ora ricchi di oliveti e vigneti - si staglia l'agile campanile attiguo al Santuario, che da cinque secoli dà nome alla zona. Il Santuario risale - come dirò - alla seconda metà del secolo XV, epoca di grande rilevanza storica per le guerre ivi combattute.

Tito Livio parlando della guerra che Preneste mosse a Roma nell'anno 375 dell'Urbe - guerra conclusa in 20 giorni dal dittatore T. Quinzio Concinnato con la resa di Preneste - dice che questa città aveva alle sue dipendenze otto villaggi muniti (oppida), che nella stessa guerra furono conquistati con poco combattimento, già prima che Preneste si rendesse. Dov'erano situati villagi?si può pensare ad uno di essi come prima origine della zona residenziale Paliano-Pugliano?

Giuseppe Suarez lo afferma espressamente, facendo derivare dalle rovine degli antichi villaggi muniti soggetti a Prenestegli attuali paesi della diocesi prenestina, tra cui Paliano. L'opinione fu ripresa da Andrea Tucci, primo storico palianese, che fa derivare la sua città, come anche il Serrone, Pisoniano e San Vito Romano, da altrettanti antichi villaggi soggetti a Preneste. Più precisamente - prevenendo d'un secolo la successiva scoperta archeologica - Gabriele Calindri scriveva nel 1829 che italiano esisteva fin dal III secolo dell'era volgare, avvitata dagli Ernici. a sua volta, Benedetto Tucci Salvo indicava la località di Colle Rampo, sulla via Prenestina, come sito dell'antica Paliano; ma andava questa come opinione altrui, che egli riteneva infondata.

Gli accenni di questi autori fanno pensare all'esistenza di una tradizione locale da cui attinsero; una di quelle tradizioni popolari che la critica barbuta ama relegare nel mondo della leggenda, salvo poi a trovarle confermate da successive scoperte archeologiche, dato che la storia non passa mai in un luogo senza lasciare tracce, che prima o poi affiorano.

Cimitero Paleocristiano

E' stato appunto questo il caso della tradizione che localizzava l'antico nucleo residenziale di Paliano, almeno III secolo d.C., nelle località di Colle Rampo.

questa località situata al 36º miglio della Via consolare che da Roma, passando per Preneste, menava a Capitolum inoltre, più o meno come l'attuale via Prenestina. Ivi, nel 1914, fu scoperto un cimitero paleocristiano, appartenenti ovviamente ad un centro residenziale di vivi situato nelle vicinanze. Del cimitero sono oggi ben visibili i resti a sinistra di chi comincia a salire le propaggini di Colle Rampo verso la frazione di San Quirico, lungo l'attuale ferrovia Roma - Fiuggi, poco dopo superata la stazione di Paliano nella località detta Osteria della Bufala.

Origine d'un nome

Dall'epigrafi nel cimitero paleocristiano di Colle Rampo nessuna indicazione del nome del relativo nucleo abitato, ed ogni memoria cessa al 420. È l'epoca delle ricorrenti invasioni barbariche di Roma e dintorni, che vien fatto di pensare ad una distruzione del piccolo villaggio da parte dei barbari. Quando e dove riprese la vita di superstiti?

Dal buio del Medio Evo le prime tracce storiche affiorano i documenti vari del secolo XI, che parlano di Paliano come castello e di chiese redditizie del suo territorio. l'estate grafia del nome è PALLIANUM. Da che fu derivato? Varie le opinioni.

"Nel secolo X - scriCe P. Castellano - sui vicini monti sorgea città popolosa, ove cercavasi nelle universali angustie rifugio, e denominavasi Capitolum, o Capitolanum. quando gli abitanti, sedate le civili procelle, a più tranquilla stanza discesero, piacque loro di chiamar piuttosto Pileum o Pileanum il nuovo recinto, che si convertì poscia in Paliano"

In verità di questo Capitulum o Capitolum parlano Plinio e Strabone; ma si direbbe che fosse l'attuale Piglio, nelle cui vicinanze fu rinvenuta una lapide che parla di Quinquennales Capituli Hernicorum.

Per il Nibby la derivazione sarebbe un'altra. "L'origine del nome - egli scrive - deriva da un fondo rustico della Gente Pollia; da un Fundus Pollianus per transizione di pronunzia si fece Pallianus"

Tale opinione è condivisa dalla Tucci-Savo ed è in appoggio di essa potrebbe osservarsi che Pollianus può essere contrazione fonetica di Paullianus, la cui forma arcaica, rimasta viva in loco, sarebbe apparsa nella distorsione medievale Pallianum.

Aldo Giovannoni, editore e continuatore dell'opera di Benedetto Tucci-Savo, affaccia un'opinione non del tutto inverosimile. Respinta la derivazione da Pollianus perché non convinto dell'esistenza della Gens Pollia nella zona, egli propone questa derivazione: nella zona quale cristiana di Colle Rampo si sviluppò il culto di vari martiri della prima età cristianai cui nomi ricorrono tuttora nella topografia locale: Colle San Quirico, Colle San Quintino, Colle San Giovenale, Torretta San Pietro, Mura di San Paolo, Colle san lionale, etc.

il culto di San Paolo, predominando sugli altri, fece chiamare Paullianum il villaggio e Paulliani gli abitanti. I quali poi trasferendosi in vetta al colle dell'attuale città per motivi strategici,conservarono un'antica denominazione. Il Giovannoni non lo dice, ma potrebbe osservarsi che le "Mura di San Paolo" potrebbero essere. Il ricordo di un antico centro residenziale murato, denominato da San Paolo: Paulianum.

Altri hanno pensato alla derivazione da Pullianum, il nome di un castello esistente nella zona, ma nell'orbita di Anagni, anziché di Preneste.

Primi documenti storici

Il primo in ordine di tempo è il documento n. 183 del Registro Sublacense.

il testo, mutilo sulla fine della menzione che ci interessa, a una giunta interlineare le tracce di correzione. Evidentemente parlava in origine di due monasteri sublacensi siti in Paliano.Siccome l'abate Giovanni V ne acquistò un altro nel 1083, il testo fu corretto mutando il numero di 2 in 3 e aggiungendo il nome del terzo monastero nello spazio interlineare, a scapito della scorrevolezza del testo.

Questo documento non è andata, ma è senz'altro anteriore al 1083, altrimenti la missione del terzo monastero aperta ( San Sebastiano) si troverebbe nel testo e non in glossa interlineare. la seconda missione storica di Paliano è in un passo del Chronicon Sublacense, opera anonima che termina con 1969 ed è attribuita a fra Giovanni D'Aragona. la menzione ricorre nell'anno 23º dell'abate Giovanni V, che fu creato nel 1060 si riferisce quindi all'anno 1083. Il testo dice che l'abate, nel ventesimo anno della sua ordinazione, acquistò in Palliano una Chiesa detta di San Sebastiano, con case, vigne,terre e non il loro pertinenza.

La terza menzione è nella Cronaca Sublacense di Cherubino Mirzio, e conferma la notizia precedente dicendo che l'Abate Giovanni "acquistò, per sollievo del monastero, molte chiese rurali, poste in diversi luoghi, dalle quali il monastero ritraeva buone vendite, cioè le chiese... ( segue elenco) e di San Sebastiano il Paliano".

Due anni dopo, una quarta menzione di Paliano, con qualifica di castello, ricorre nel documento n. 22 del Regesto Sublacense. È un atto di donazione in data 22 luglio 1085. Dice che il signor Trasmondo, figlio di amato, abitante nel castello chiamato Paliano, da ed offre al monastero di San Benedetto sito in Subiaco, tutti i suoi beni posseduti in tutto il territorio di Paliano ed in Porziano, cioè la quarta di tutto il castello e la quarta parte di Fucino, più altri beni posseduti in Serrone, Trevi, Gennazzano, San Vito Romano e Pisoniano.

Poco dopo queste menzioni storiche in italiano, cioè nel 1088 comincia ad apparire nei documenti un altro centro abitato situato nella zona e detto tre volte Pullianum ed una volta Pullanum.